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Dal 1970 al 1980

ANNI SETTANTA: LA FINE DEL COLLATERALISMO POLITICO

Nel dicembre del 1975 si svolge a Bari il V Congresso Confederale, ove per la prima volta - pur se esigua - appare un'opposizione interna che, contro i tempi, chiede un più accentuato collateralismo con la parte politica.

Il Congresso rielegge Roberti segretario generale ed approva un invito alla unità sindacale alternativa ed anticomunista da parte della CISNAL e dei Sindacati Autonomi.

Il 1976 vede la crisi politica della destra; la successiva scissione in due tronconi incide pesantemente sulla vita interna della CISNAL, il cui segretario generale Roberti è un leader della neonata Democrazia Nazionale. La lunga polemica interna viene superata dalla mozione del C.D.C. svoltosi a Viterbo nel marzo del 1977, che impegna la segreteria al rispetto di una rigorosa autonomia dalle forze partitiche. È l'inizio della fine del collateralismo partitico. Le elezioni politiche del 1979 portano al fallimento elettorale di Democrazia Nazionale.

Al C.D.C. del luglio 1977 Roberti presenta le proprie dimissioni ed Ivo Laghi viene eletto segretario generale. Con lui per la CISNAL si apre una nuova epoca.

Nel febbraio del 1980 Laghi sottoscrive con Giorgio Almirante un protocollo che sancisce inequivocabilmente la piena indipendenza ed autonomia della CISNAL dal partito. Il successivo VII Congresso, dell'aprile del 1980 a Roma, elegge Laghi segretario generale e detta una nuova linea sindacale, molto più movimentista ed organizzativa, fondata sull'accentramento contributivo.

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