1980-1990: MOVIMENTISMO E RIORGANIZZAZIONE
La prima metà degli anni '80 vede la CISNAL consolidare la sua posizione di alternativa sindacale nelle lotte contro le stangate fiscali, la compressione delle retribuzioni, la riforma delle liquidazioni, della scala mobile e contro l'accordo Scotti.
Sono anni meravigliosi per la CISNAL che, nonostante le continue discriminazioni, si conferma come l'unica opposizione sindacale, si conquista le fabbriche con continue assemblee, incrementa gli iscritti. La nuova politica sindacale è rafforzata dai due convegni dei quadri dirigenti del 1984 e del 1985 che ribadiscono la validità di una politica anticapitalista e di un sindacalismo rivoluzionario. Sono gli anni anche delle manifestazioni di piazza che vedono i cortei CISNAL sfilare per le maggiori città italiane.
L'VIII Congresso Confederale si tiene a Roma nel maggio 1987. Esso, dopo aver rieletto Laghi segretario generale, riconferma la validità del manifesto ideologico del 1984, del sindacalismo rivoluzionario, del sindacato di popolo. Il Congresso invita anche il segretario generale a realizzare su queste basi una controffensiva culturale. Essa si sviluppa attraverso il settimanale "La Meta Sociale" ed il mensile culturale "Pagine Libere". Gli anni fino al 1990 vedono la CISNAL all'attacco su tutti i fronti. Contro le politiche recessive del governo, contro i tentativi padronali di congelare le retribuzioni. In questo quadro si infittiscono sempre più le assemblee nelle grandi aziende e le manifestazioni di piazza. Attività queste che, dopo anni di silenzio e di ostracismo, attirano finalmente l'interesse dei mass-media, soprattutto de L'Unità e de Il Manifesto.